
"Una storia di Prima Linea", di Sergio Segio
Comunicato stampa, 9 novembre 2006
Rizzoli editore, pag. 394, 18.50 euro
Dalla copertina: Un capitolo sanguinoso della storia italiana raccontato dalla linea del fuoco.
"Ho sempre creduto che l’amore e il comunismo si debbano intendere e sposare, salvo scordarmene a tratti, annebbiato dalla foga e dalle durezze della battaglia."
Il suo nome di battaglia: Comandante Sirio. Il suo mito: Simon Wiesenthal. Sergio Segio inizia la sua militanza politica in Lotta Continua nei primi anni Settanta, fuori dalle fabbriche di Sesto San Giovanni, "la Stalingrado d’Italia".
Come molti giovani, perde presto la fiducia in una sinistra parlamentare che ritiene imbelle e collusa con i poteri forti. E si volge alla lotta armata. Nel 1974 è tra i fondatori del percorso che, due anni dopo, assumerà la sigla di Prima Linea, destinata a diventare una delle principali organizzazioni terroristiche italiane, a cui aderirà anche Marco Donat Cattin, figlio di un esponente di spicco della Democrazia Cristiana.
Segio sostiene l’ultimo esame di Filosofia alla Statale mentre è già attivamente ricercato. Non abbandona le armi nemmeno quando il gruppo si scioglie, ma si vota alla "liberazione di compagni e compagne" detenuti. Viene arrestato a Milano, il 15 gennaio 1983: stava preparando un assalto al carcere speciale di Fossombrone. Sarà l’ultimo militante di Prima Linea a uscire dopo aver espiato 22 anni di pena.
Accanto alla sua vicenda personale si incidono a fuoco, in queste pagine, eventi come l’omicidio Calabresi, il sequestro Moro, la strage di piazza Fontana. Perché, si chiede Segio, questi passaggi decisivi della storia nazionale sono stati raccontati perlopiù attraverso i verdetti dei giudici?
E perché si parla quasi solo delle Brigate Rosse? Una vita in Prima Linea si propone di riempire un buco nero della memoria, rievocando l’esperienza delle organizzazioni di lotta che con lo stalinismo intrattennero relazioni aspramente polemiche. La sua testimonianza, lucida e precisa, rivive la stagione del terrorismo dal banco degli imputati, riconoscendo apertamente errori e responsabilità, senza ipocrisie né giustificazioni: "Per dovere, per fedeltà, per rispetto".
Note biografiche
Sergio Segio è stato tra i fondatori di Prima Linea. Da molti anni è impegnato nel volontariato sui problemi del carcere e delle droghe. Ha curato i volumi Annuario Sociale 2000 e 2001 (Feltrinelli) e Rapporto sui diritti globali 2003, 2004, 2005 e 2006 (Ediesse editore). Nel 2005 ha scritto Miccia corta (DeriveApprodi). Ha diretto le riviste "Narcomafie" e "Fuoriluogo" e collabora con varie testate, tra cui "la Repubblica". Attualmente è responsabile della "SocietàINformazione" e del Gruppo Abele di Milano
Indice
CAPITOLO 1 - LA CATTURA
I consulenti dell’antiterrorismo - 8
Via Moscova - 11
Il culo di sacco - 13
Il gatto - 14
Il colonnello Bonaventura - 17
CAPITOLO 2 - COM’È COMINCIATA
Il compromesso storico - 19
Il primo anello della catena - 21
Pentiti e spioni - 23
Le ragioni della forza - 25
Il Paese mancato - 27
Trent’anni di trame - 29
La strategia dello stragismo - 31
La Grecia è vicina, più della Cina - 34
L’editore rivoluzionario - 38
L’omicidio Calabresi - 46
L’uscita da Lotta Continua - 52
La Stalingrado d’Italia - 57
Miti giovanili e buchi neri del Novecento - 64
Goli Otok - 65
Il silenzio e l’errore - 75
La lotta e l’amore - 76
Non siamo scappati più - 78
CAPITOLO 3 - MAI PIÙ SENZA FUCILE. NASCE PRIMA LINEA
La pre-Prima Linea - 83
Senza tregua - 85
Magistrati e processi - 91
Il primo arresto - 93
La prima azione - 97
Il Settantasette - 99
Prima Linea e il movimento - 111
L’elettricista di Collegno - 114
CAPITOLO 4 - IL VICOLO CIECO
Moro e la crisi del movimento - 119
La lenta deriva di Pl - 123
L’omicidio Alessandrini e l’attacco al riformismo - 130
Il Pci contro il terrorismo - 144
Gli infiltrati - 150
La sinistra smemorata - 154
Crepa padrone, tutto va bene - 161
CAPITOLO 5 - L’ULTIMA SPIAGGIA
Carla e Charlie - 166
Resistere, in fabbrica e fuori - 169
William - 175
Fine della corsa - 178
Rovigo, 3 gennaio 1982 - 183
Il mattatoio nelle carceri - 187
La strage di Bologna in carcere -. 191
Fossombrone, estate 1982 - 194
La sconfitta - 202
CAPITOLO 6 - IL CARCERE
Addio alle armi - 210
Il partito degli innocenti - 212
Tra insulti, suicidi, lacci e coltelli - 215
Palmi, le Frattocchie delle Br - 218
La stagione dei processi - 221
Il muro nella testa - 225
La loggia dei trentasei - 228
Le aree omogenee - 233
Legge Gozzini e legge sulla dissociazione - 236
L’incendio del 3 giugno - 237
CAPITOLO 7 - DISSOCIATI, PENTITI, IRRIDUCIBILI E SILENZIOSI
Le due dissociazioni - 244
Dissociazione e pentitismo - 246
Il convegno di Bergamo - 251
Il perdono e le leggi - 253
La riconciliazione sociale - 259
La “battaglia di libertà” dei brigatisti - 262
L’uscita progressiva dal carcere - 270
La memoria, il silenzio e le Br - 277
CAPITOLO 8 - L’EMERGENZA INFINITA
La politica e il delitto - 286
Il Caso D’Elia. E gli altri - 292
La pena vissuta - 295
La censura sottile - 299
Gli impresentabili - 303
Il segno di Caino - 305
Il colpo di spugna - 307
La sofferenza allo specchio - 310
Il passato che non passa - 314
Memoria e nuove generazioni - 315
Ricominciando da tre - 316
CHE FINE HANNO FATTO? - 333
CRONOLOGIE
Prima Linea e dintorni - 341
L’altra lotta armata - 365
LE CIFRE - 377
BIBLIOGRAFIA - 383