
Se è vero, come diceva Calvino, che i classici sono quei libri che non finiscono mai di dire quello che hanno da dire, è possibile, ogni volta che li accostiamo, leggerli da prospettive assolutamente inattese. È quello che fa Vincenzo Ruggiero in queste pagine, nelle quali si confronta con alcune delle opere più note della letteratura occidentale da un punto di vista che potrà sorprendere molti: quello del criminologo e del sociologo della devianza. Le opere prese in esame, infatti, offrono molteplici esempi dei più disparati crimini cui la natura umana è incline. Ruggiero, a differenza di molti suoi colleghi, non considera la letteratura come pura finzione, buona per passare qualche ora di intrattenimento, ma al contrario la elegge a
paradigma ideale e a chiave di volta per interpretare i comportamenti criminali dell’uomo. Un tale approccio inedito si rivelerà man mano illuminante e ricco di spunti di riflessione per il nostro tempo. Dalle Novelle esemplari di Cervantes in cui appare un’organizzazione malavitosa dai metodi mafiosi, a un racconto di Twain che svela i meccanismi occulti delle società corrotte non ignoti all’Italia contemporanea, dal Moby Dick di Melville interpretato alla luce della
teoria dei crimini economici, alle opere di Baudelaire antesignane delle posizioni antiproibizioniste nel campo del consumo delle droghe, il lettore scoprirà un’impensata attualità di autori sempre venerati, ma spesso relegati in una sterile dimensione “archeologica”. La sorpresa maggiore la riserva forse il capitolo conclusivo sulla Storia della colonna infame di Manzoni, che nell’interpretazione di Ruggiero prefigura temi brucianti per il nostro tempo: la caccia alle streghe, l’uso della tortura, l’odio teologico, i crimini di Stato. Così, pur affermando di non essere un critico letterario e di “limitarsi” a una lettura sociologica dei classici della letteratura, Ruggiero apre davanti a noi prospettive feconde e ci invita a fare nostro il piacere della lettura che, come diceva Borges, è il vanto più grande.
Sommario:
Introduzione – 1. Atavismo e conflitto: Dostoevskij e Camus – 2. Criminalità organizzata: Cervantes, Gay e Brecht – 3. Droghe lecite e illecite: Charles Baudelaire e Jack London – 4. Nana, donne e crimine – 5. Baldwin e Wright: minoranze etniche e crimini d’odio – 6. Moby Dick e i crimini dell’economia – 7. Felix Krull: il truffatore e l’irrazionalità dei mercati – 8. Mark Twain e la corruzione di una città – 9. Victor Hugo, Octave Mirbeau e il carcere – 10. Alessandro Manzoni e la sofferenza legale – Bibliografia – Indice analitico.
Vincenzo Ruggiero è professore di sociologia presso la Middlesex University di Londra e presso l’Università di Pisa. Tra i suoi libri principali
ricordiamo: La Roba (Pratiche, 1992), European Penal Systems (1995), Economie sporche (Bollati Boringhieri, 1996), The New European Criminology (1999), Delitti dei deboli e dei potenti (Bollati Boringhieri, 1999), Crime and Markets (2000), Movimenti nella città (Bollati Boringhieri, 2001). Crimini dell’immaginazione, pubblicato originariamente
in Inghilterra, è stato nominato per il premio Michael Hindelang conferito dalla American Society of Criminology.