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"Forza di legge" di Jacques Deridda. Ed. Bollati Boringhieri, 2003. € 14,00

 Il contenuto
 
Diviso in due capitoli – Del diritto alla giustizia eIl nome di Benjamin – corrispondenti a testi lettiper la prima volta in colloqui universitari tenutiin America nel 1989-90, il libro evidenzia unascissura tra diritto e giustizia, oggetto da partedi Derrida di una riflessione profondamenteoriginale. Con riferimento a Montaigne e Pascal,egli esprime una precisa critica dell’ideologiagiuridica, del diritto che è in rapporto asimmetricocon la giustizia, nel senso che laddove c’è dirittonon c’è giustizia, per il semplice motivo chela forma giuridica è l’esito di rapporti di forzapolitico-economici. Se è indubitabile che la leggesi regge sulla forza, allora si tratta di vedere qualepossibilità essa ha di accedere alla giustizia.L’attenzione cade sulla parola Gewalt, chein lingua tedesca vuol dire tanto violenza quantoautorità, potere legittimo, forza pubblica.E attorno al saggio di Walter Benjamin Zur Kritikder Gewalt (Per una critica della violenza) ruotatutto il secondo capitolo, dedicato alla decifrazionedel mistero, ovvero dell’ambiguità per cui dalla«violenza fondatrice» si passa alla «violenzaconservatrice» di una legge che occulta la propriaorigine per opporsi ad altre forme di violenza.
 
 L´autore
 
Jacques Derrida, nato nel 1930 a El-Blair, inAlgeria, vive e lavora a Parigi e negli Stati Uniti.Considerato uno dei filosofi più importanti delnostro tempo, ha scritto libri – tradotti in piùlingue – che hanno inaugurato forme ineditedi confronto tra la filosofia e la letteratura,la psicoanalisi, il pensiero politico. Tra le operepiù vicine al presente volume ricordiamo: Politichedell’amicizia (Cortina, 1995), Il segreto del nome(Jaca Book, 1996), Paraggi (Jaca Book, 2000).L’ultima pubblicazione in lingua italiana è Donarela morte (Jaca Book, 2002).