
Associazione Culturale Papillon Rebibbia onlus Bologna, 23/05/06
AMNISTIA E INDULTO SUBITO!
E´ noto che a fronte della legislazione vigente e della pesante crisi sociale, le carceri sono stracolme- circa 62.000 detenuti per 30.000 posti!! - e che, caso quasi unico in Europa, ci sono ben 200 detenuti politici in galera dalla fine degli anni ´70 (altri 200 in esilio) condannati a pene eccezionali dalle leggi emergenziali dell´epoca, create provvisoriamente per debellare il fenomeno della lotta armata. Non vogliamo far paragoni impropri, ma è doveroso dire che dei nefasti protagonismi dello Stragismo ( che tanti lutti seminarono tra la popolazione ) e di Tangentopoli ( che tante risorse depredarono al Paese per foraggiare la politica e i partiti ) nessuno è in carcere, laddove addirittura prosciolti e riabilitati!! Mentre migliaia di poveri disgraziati e un pezzo della generazione degli anni 70, subiscono tutt´ora la vendetta dello Stato attraverso quelle leggi provvisorie divenute permanenti e le facili estradizioni , per fare tabula rasa - dopo l´11 Settembre- della "Dichiarazione universale dei diritti dell´uomo " e del diritto d´asilo.
Anzi , la nuova generazione, quella salita alla ribalta per desiderare-realizzare un "nuovo mondo possibile", rischia proprio in virtù del giustizialismo e conservatorismo istituzionale di perdere i diritti politici e sociali; di finire a lungo in galera a causa delle numerose battaglie fatte in tutela dei diritti-bisogni negati: iniziative perseguite con tipologie di reati aberranti, quali quelli associativi usualmente aggravati da quell"eversione dell´ordine democratico" , recentemente affibbiati a 29 precari di Bologna, rei di essersi autoridotto il biglietto del cinema per reclamare l´accesso gratuito alla cultura, e ad un gruppo di studenti per essersi autoridotto il prezzo del pasto alla mensa universitaria più cara d´Italia.
Dalle giornate del Marzo 2001 a Napoli ad oggi possiamo già tracciare un sommario bilancio negativo per i movimenti e le realtà dell´autorganizzazione sociale e sindacale sotto il profilo della criminalizzazione e della repressione di qualsiasi forma di dissenso e ribellione allo stato di cose presenti e di qualsivoglia spazio di agibilità politica di riappropriazione e di contrattazione sociale. Questo paese sta vedendo l´opposizione sociale continuamente obbligata a fare i conti con una repressione dura e pesante
E´ giunto il momento perché il movimento si interroghi e produca una campagna di massa che rompa l´isolamento. PER LA RIPRESA DELL´INIZIATIVA PER LA DEPENALIZZAZIONE DEI REATI SOCIALI, PER L´ABOLIZIONE DEI REATI ASSOCIATIVI, PER L´AMNISTIA E L´INDULTO GENERALIZZATI PER TUTTI NESSUNO ESCLUSO.