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L´INDULTO E´ LEGGE: comunicato stampa della Papillon nazionale

Comunicato stampa di Papillon - 29/7/2006

L´approvazione definitiva del provvedimento di indulto è una prima vittoria della lotta pacifica iniziata nove anni fa dalla Papillon e da decine di migliaia di detenuti. Una lotta sostenuta dalla Chiesa Cattolica e a fasi alterne anche da tante associazioni laiche e religiose e da tanti sindacati degli operatori penitenziari. Una lotta che non si è mai arrestata davanti alle tante demagogie, alle truffe (tipo quella dell´indultino), alle provocazioni e alle continue ritorsioni punitive contro chi denunciava pacificamente la drammatica realtà delle carceri (rapporti disciplinari, trasferimenti punitivi, denunce, negazione delle misure alternative, ecc.).
1) Proprio dalla maturità dimostrata da tutti i detenuti che in questi anni hanno seguito le indicazioni della Papillon, nasce la nostra prima considerazione che è di ordine storico/politico: per la prima volta nella nostra storia repubblicana si sta avviando un reale processo riformatore del sistema penitenziario senza che ciò sia preceduto da un ciclo di lotte violente all´interno delle galere. E ciò è accaduto nonostante l´assenza di un vasto movimento di opinione che all´esterno delle carceri si mobilitasse realmente a favore delle nostre richieste.
Dobbiamo quindi ringraziare anzitutto quelle forze politiche di sinistra  che in questi anni ci sono state vicino e che hanno saputo condizionare (fin dalle primarie dell´Unione) il programma del nuovo governo di centrosinistra verso un provvedimento di amnistia e indulto, pur sapendo di procedere controcorrente sia sul piano politico che verso un´opinione pubblica largamente condizionata dai luoghi comuni di chi vorrebbe illuderla che più carcere equivale a maggiore sicurezza sociale.
 
2) Noi riteniamo che a questo punto diventa necessario difendere questo primo risultato spingendo in avanti il processo riformatore attraverso un´accelerazione della riforma del Codice Penale, sia sul piano delle depenalizzazioni che dell´abrogazione dell´ergastolo;
Una limitazione ferrea dell´uso della custodia cautelare in carcere:
Un´applicazione integrale ed uniforme della Legge Gozzini su tutto il territorio nazionale;
L´approvazione definitiva e l´applicazione della Legge di riforma della sanità penitenziaria

Una Legge che vieti qualunque forma di ritorsione (disciplinare, amministrativa o penale) contro quei detenuti che in forma individuale o collettiva ritengano necessario protestare pacificamente;

Una Legge che preveda la facoltà di ricorso ad ogni livello, fino alla Cassazione, da parte dei detenuti verso tutti quei comportamenti, provvedimenti e pronunciamenti dell’amministrazione penitenziaria e della Magistratura di sorveglianza che si ritenga siano lesivi dei Diritti del singolo o della collettività dei detenuti.
 
3) Noi non siamo in grado di entrare nel merito delle ragioni politiche che sono state alla base delle continue trasformazioni degli schieramenti parlamentari a favore o contro l´indulto, ma francamente a volte abbiamo avuto l´impressione che quegli atteggiamenti irresponsabili c´entrino poco con quella reale, drammatica realtà delle carceri che rendeva utopico qualsiasi riferimento concreto al principio costituzionale che sancisce il carattere rieducativo della pena, e ancor meno c´entrino con quello spirito riformatore che da domani dovrà dimostrare di saper coniugare quel principio costituzionale con il sacrosanto diritto dei cittadini alla sicurezza quotidiana.

Ecco perchè, nel mentre chiediamo al governo e al Parlamento di stanziare immediatamente tutte le risorse necessarie per aumentare gli organici di tutti gli operatori penitenziari, ci auguriamo che tutti gli Enti Locali sappiano essere all´altezza dei nuovi compiti che l´inizio di questo processo riformatore gli pone davanti, aumentando e qualificando realmente l´uso di risorse economiche destinate alle grandi periferie urbane, all´integrazione dei migranti, all´assistenza sanitaria e psicologica per i tossicodipendenti, allo sviluppo di attività culturali, formative e lavorative per gli ex detenuti e per tutti i soggetti socialmente svantaggiati.

OGNI ENTE LOCALE DEVE SENTIRE IN MODO NUOVO LA RESPONSABILITA´ DELLA PREVENZIONE SOCIALE E DEVE QUINDI ESSERE DISPOSTO A SUPERARE TUTTE QUELLE STANCHE E OBSOLETE PROCEDURE CHE MOLTE VOLTE IMPEDISCONO DI AVERE RISULTATI APPREZZABILI E DURATURI, I SOLI CHE CONTRIBUISCANO AD AUMENTARE REALMENTE LA SICUREZZA QUOTIDIANA DEI CITTADINI.
 
Tutti, dentro e fuori dalle carceri, dentro e fuori dalle Istituzioni, dobbiamo operare affinchè  l´indulto approvato oggi sia soltanto il primo di una lunga serie di importanti risultati sulla strada di una Giustizia più Giusta.
 
Roma lì, 29 luglio 2006 - PAPILLON