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Empoli: apre primo carcere per trans; commenti e polemiche

Empoli: apre primo carcere per trans; commenti e polemiche

 

Ansa, 27 gennaio 2010

 

Il Provveditore toscano dell’Amministrazione penitenziaria, Maria Pia Giuffrida, ha annunciato che entro un paio di giorni saranno conclusi i lavori di adeguamento del carcere Pozzale di Empoli dove già a fine marzo potrebbero esservi trasferiti circa 30 detenuti "trans" che al momento sono ospitati in un’ala dedicata del penitenziario di Sollicciano a Firenze.

Giuffrida ha presentato la nuova struttura di Empoli incontrando i trans nel carcere di Sollicciano: Mi sono sembrati tutti molto soddisfatti per questa novità, ha poi riferito. La struttura è ricavata da un’ex carcere femminile a custodia attenuata. Sono stati fatti adeguamenti al sistema idraulico e a quello elettrico - ha aggiunto il provveditore regionale - e sono stati anche ridefiniti i livelli di sicurezza dell’istituto che prima, essendo carcere a custodia attenuata, erano minori rispetto alle prossime necessità.

In vista dell’arrivo dei trans sono anche stati avviati dei corsi di aggiornamento per il personale. Ci saranno agenti di polizia penitenziaria donne ma la maggior parte saranno maschi, precisa Giuffrida e proseguono anche gli incontri con la Asl. Inoltre, la struttura per trans avrà un orto e una biblioteca. Vi si svolgeranno anche attività scolastiche.

 

Meno di 100 i detenuti transessuali nelle carceri italiane

 

Sono meno di un centinaio, su un totale di oltre 65mila, i detenuti transessuali nelle carceri italiane. Per essi il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato già da qualche tempo un programma che, seppure nelle difficili condizioni di sovraffollamento, possa risolvere il dilemma di una loro collocazione in reparti né femminili né maschili. Nel penitenziario romano di Rebbibia è infatti già attivo un reparto ad hoc per trans, mentre nel carcere Pozzale di Empoli saranno presto trasferiti i circa 30 detenuti transessuali che attualmente si trovano a Firenze Sollicciano.

Terminata la ristrutturazione dell’ex carcere femminile a custodia attenuata di Empoli (sono in fase di ultimazione il rafforzamento delle mura di cinta e altri interventi strutturali), il carcere verrà attivato e vi saranno destinati una quarantina di agenti penitenziari, sia donne che uomini (ma solo questi ultimi lavoreranno in sezione). Oltre alla struttura toscana e alla già attiva sezione di Rebibbia, il Dap non ritiene che sarà necessario in futuro aprire nuove carceri ad hoc per trans. Al più - viene fatto notare - si potrà provvedere ad allestire un’altra sezione per trans in un carcere del Triveneto.

 

Arcigay: positivo esperimento di Empoli

 

"L’annuncio che tra pochi giorni sarà riaperto il carcere di Empoli adeguatamente risistemato, per accogliere una trentina di persone trans attualmente ospitate nel penitenziario di Firenze è una buona notizia, che concretizza un lavoro svolto in questi anni tra l’Amministrazione toscana e le associazioni trans del territorio, in particolare con Trans Genere, Ireos e Mit". Lo afferma Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay.

"Questo progetto pilota, che intende in primo luogo togliere da indebite restrizioni le persone trans detenute, che in quanto tali devono subire nelle carceri italiane diverse limitazioni e discriminazioni, si propone anche di favorire un’azione di presa in carico delle persone trans e di compiere, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni un lavoro di integrazione e avvio all’occupazione. Proprio un anno fa, su richiesta delle detenute trans, ho visitato il repartino trans di Rebibbia, raccogliendo le diverse richieste di aiuto e di migliorie da parte di persone, che pur in un ambiente dove la direzione si è dimostrata collaborativa, soffrono doppiamente rispetto agli altri detenuti. Spero vivamente che il progetto di Empoli possa nel tempo esser seguito in altre città italiane", ha concluso Mancus.

 

Concia (Pd): carceri per trans atto di civiltà

 

"Mi sembra un atto di civiltà, i transessuali hanno spesso molte difficoltà in carcere". Lo ha dichiarato Paola Concia (Pd), a proposito dell’apertura a giorni di una sezione del carcere Pozzale di Empoli riservata ai transessuali. "Se fosse stata una misura presa per ghettizzarli non sarebbe giusta, - ha aggiunto - ma credo che lo facciano piuttosto per proteggerli. Se si dimostrasse una buona prassi, credo che quest’esperimento dovrebbe essere ripreso da molte altre carceri", ha concluso.

 

Luxuria: è cosa buona dare dignità a persone

 

"Si tratta di dare dignità alle persone, è una cosa buona". Così Vladimir Luxuria ha commentato la decisione di aprire un carcere riservato ai trans ad Empoli, ricordando che il problema della discriminazione delle detenute trasgender all’interno delle carceri è stato il suo primo argomento di intervento al question time al governo Prodi.

"Da deputato ho visitato numerosi istituti: da Rebibbia a Poggioreale, con l’unica eccezione dell’eccellenza di Belluno, in realtà in tutte le carcere i trans sono penalizzati e oltre il reato devono scontare la loro identità sessuale. Ad esempio - ha aggiunto - nel reparto G8 di Rebibbia ai trans erano concesse soltanto due ore di aria a settimana, con limitazioni di accesso agli spazi comuni come la biblioteca, con la giustificazione del pericolo della promiscuità. In realtà si trattava di una discriminazione, come anche la sospensione forzata trattamento ormonale, che scatena una serie di reazioni che sfociano nell’autolesionismo". "Se c’è un istituto penitenziario in cui intanto gli agenti sanno con chi hanno a che fare perché hanno fatto dei corsi di preparazione, se ci sono carceri dove si consente la continuazione dei trattamenti ormonali e dove non si è discriminati è una buona cosa. E non si tratta di non è un hotel a 5 stelle - ha concluso - come qualcuno ha detto".