
Ansa, 13 marzo 2006
Minori: Fp-Cgil; Castelli lascia debiti per 18 milioni di euro
È "insostenibile" l’aumento dei debiti nel settore della giustizia minorile sotto la gestione del Guardasigilli Roberto Castelli: "sono passati da quasi 6 milioni di euro nel 2003 a oltre 18 milioni nel 2005". L’accusa è della Fp-Cgil che nel corso del convegno nazionale organizzato presso il tribunale per i minorenni di Roma ha tracciato un bilancio "disastroso" degli ultimi cinque anni di gestione della giustizia minorile, all’insegna di una riduzione progressiva di risorse: dal 2001 al 2006 - dice Gianfranco Macigno, coordinatore nazionale del sindacato per il settore giustizia minorile - i finanziamenti sono passati da oltre 17 milioni di euro a meno di 15 milioni; le spese per beni e servizi da oltre 12 milioni a poco più di 8 milioni, mentre gli investimenti sono scesi da oltre 16 milioni nel 2001 a quasi 1,5 milioni nel 2006. Con il risultato che spesso negli istituti "mancano coperte, vestiti e generi di prima necessità di cui si fanno carico la Caritas e le associazioni di volontariato". In sala, ad ascoltare il cahaier de doleance della Cgil, c’è Rosario Priore, capo del Dipartimento della giustizia minorile. "I fondi sono stati tagliati in tutti i settori della pubblica amministrazione: la produzione ha subito delle cadute quindi la coperta è diventata corta e tutti siamo stati chiamati a fare sacrifici. Ma tutto ciò - afferma Priore a margine del convegno - non si riverbera nel modo grave prospettato dalla Cgil". Secondo il capo del Dipartimento della giustizia minorile, infatti, "i tribunali per i minori funzionano meglio di quelli ordinari, e gli istituti penali italiani vengono presi a modello da molti paesi europei e non: negli ultimi giorni - fa notare - abbiamo ricevuto la visita di una delegazione russa, e siamo in attesa di un’altra statunitense. Il nostro sistema, nonostante le critiche, è tra i più evoluti". Un problema, però, esiste, anche per Priore: "molti giudici non applicano le misure alternative al carcere per i minori stranieri. Il risultato è che circa il 50% dei minori in istituto sono extracomunitari". Per la Cgil le carenze sono invece ben più numerose: "C’è stata una riduzione progressiva del capitolo di bilancio destinato al pagamento delle comunità che accolgono i minori. L’impatto - dice Fabrizio Rossetti, responsabile nazionale della Fp Cgil - è devastante anche dal punto di vista occupazionale. Molte cooperative sociali hanno già avviato procedure di licenziamento per la mancanza di copertura finanziaria". In particolare, i debiti dell’ultimo esercizio finanziario per il collocamento dei minori in comunità superano i 7 milioni di euro mentre lo stanziamento per il 2006 è di 6 milioni di euro, cioè - sostiene il sindacato - insufficiente a pagare i debiti pregressi, Nel recupero dei minori bisogna crederci e investirci - ammonisce Giuseppe Fanfani, responsabile Giustizia della Margherita - mentre tutto quello che è stato fatto è insufficiente e assolutamente sbagliato. Il problema è di enorme rilevanza sociale. Anche la diessina Marcella Lucidi sottolinea l’esigenza di "pensare al minore nella sua integrità personale"; ecco perché - conclude - "è necessario varare un codice riservato ai minori", che riguardi il diritto penale e penitenziario e processuale.