21/02/02 - Il Forum sociale di Modena sul Centro di permanenza temporanea Modena

Il Forum sociale di Modena sul Centro di permanenza temporanea Modena, 21.2.2002

Molto presto, anche a Modena sarà pronto il Centro di Permanenza Temporanea per i cittadini stranieri in attesa di espulsione: si tratta in sostanza di un luogo di detenzione per i migranti che non sono in grado di dimostrare la regolarità della propria presenza in Italia. Noi, individui, gruppi e organizzazioni che si riconoscono nel Forum Sociale Modenese, ci opporremo a questo progetto, con tutta la forza che ci deriva dal buon senso e dal diritto, perché:

il CPT è una struttura intrinsecamente anticostituzionale, in quanto luogo finalizzato al trattenimento coatto di persone che non sono colpevoli, né sospettate, di alcun reato, sulla base di un´enorme discrezionalità degli organi di polizia, con l´arbitrio che ne può derivare;
il CPT è luogo di negazione del principio di uguaglianza: ciò che vale per un cittadino italiano non vale per un cittadino straniero. In questo modo i centri italiani, per quanto l´esperienza ha fin qui dimostrato, sono diventati luoghi di dissoluzione dei diritti umani, a partire dalle fondamentali libertà personali proclamate dall´art.13 della nostra Costituzione;
anche il buon senso ci dice che a fronte di decine di migliaia di migranti che cercano asilo politico o economico in Italia e in Emilia, i 60 posti di un CPT non possono fornire alcun contributo alla soluzione dei problemi più spinosi connessi alla "questione immigrazione". Né questi centri servono a contrastare i comportamenti criminosi, per i quali esistono altre strutture e strumenti normativi. A cosa servono, allora, i CPT?
perché il CPT è strumento e simbolo di un sistema politico-economico, il neoliberismo, che affronta i fenomeni migratori come problemi essenzialmente di ordine pubblico (il disegno di legge Bossi-Fini peggiora il quadro normativo esistente, aggravando la funzione dei centri), negando il diritto delle persone alla libera circolazione, considerando il Sud del mondo terra di conquista e i suoi cittadini manodopera priva di garanzie e tutele.
Ci opponiamo alla logica e alla pratica dei CPT e manifestiamo con forza:

il nostro biasimo di fronte alle mistificazioni operate da quegli organi d´informazione che continuano a collegare la realizzazione del centro modenese ai sentiti temi della criminalità e dell´inefficienza del sistema penale-giudiziario, fornendo una visione a dir poco distorta della realtà;
la nostra solidarietà verso coloro che sono impegnati in una corretta informazione dell´opinione pubblica e nel contrasto non violento alla costruzione dei CPT, nel tentativo di smontare la falsa equazione CPT= sicurezza.
Per questi motivi:

chiediamo un incontro pubblico con la Giunta Comunale e il Sindaco Barbolini, che continuano ad affermare l´utilità del CPT a Modena, per confrontare le ragioni del nostro dissenso;
chiediamo alle autorità locali un ripensamento sul CPT, considerando la possibilità di una diversa destinazione d´uso della struttura, a fini di solidarietà sociale (ad esempio come foresteria per lavoratori stranieri), dichiarando la nostra disponibilità a concorrere con proposte concrete;
chiediamo agli organi d´informazione locali di contribuire a una più realistica e corretta conoscenza su cosa sono i CPT e a chi sono effettivamente destinati.
Confermiamo la nostra mobilitazione nelle prossime settimane, a partire dal 23 febbraio 2002, insieme a tutte le forze antirazziste del Paese, per riaffermare i principi di libertà e di solidarietà tra i popoli.