25/01/02 - Disobbedienti: Siamo entrati in Via Mattei

Bologna - Europa - Pianeta Terra, 25 gennaio 2002


All´attenzione della società civile globale
Agli organi di informazione
All´attenzione delle Giunte: comunale, provinciale e regionale
All´attenzione, ma soprattutto al fianco, di coloro che partiranno per Porto
Alegre per rivendicare la
LIBERTA´ DI CIRCOLAZIONE PER TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI
DEL PIANETA


Vi informiamo che un gruppo di DISOBBEDIENTI, cittadini di questa terra, sono entrati, pochi minuti fa, all´interno del CENTRO DI DETENZIONE DI VIA MATTEI (eufemisticamente definito dalle leggi dello Stato italiano "Centro di permanenza temporanea e assistenza") a Bologna e lo stanno SMONTANDO, PEZZO PER PEZZO.

Nel CPT di Via Mattei, come e´ noto, saranno privati della liberta´ donne e uomini che hanno esercitato un "diritto alla fuga", che sognano e desiderano caparbiamente una vita diversa, senza che abbiano commesso alcun tipo di reato.

Piu´ che una scelta, si tratta quindi di un dovere nei confronti dell´umanita´, giacche´ simili barbarie violano drammaticamente la dignita´ umana e contraddicono la civilta´ giuridica affermata nelle Carte internazionali a tutela dei diritti fondamentali degli individui, nonche´ principi e valori contenuti nella Carta Costituzionale di questo paese.

Si tratta di una azione di DISOBBEDIENZA SOCIALE, condivisa dall´intero "movimento dei disobbedienti", resasi ancor piu´ necessaria e pressante dopo l´intenzione, manifestata da questo Governo, di approvare in Parlamento il progetto di Legge Bossi-Fini, che imbarbarisce ulteriormente la funzione dei CPT previsti dall´art. 12 della Legge 40 del ´98; nella piu´ assoluta incuranza del profondo dissenso espresso dai 200.000 migranti e cittadini di questo Paese che hanno scelto di raccogliersi in UNA SOLA MOLTITUDINE PER LA DIGNITA´ E I DIRITTI, a Roma il 19 gennaio scorso.

Non e´ in corso una devastazione, e´ in corso uno "smontaggio", affinche´ tutti e tutte sappiano che e´ possibile, per chiunque, armarsi di attrezzi da lavoro per smontare un pezzo di un "lager" e costruire un pezzo di liberta´.

Talvolta, come spesso accade nella storia, e´ necessario disobbedire a leggi ingiuste, per spingere in avanti le frontiere della legalita´, per affermare nuovi diritti o difendere diritti garantiti che vengono violati e messi in discussione nelle continue "emergenze" invocate sulla scia di un delirio sicuritario che non ha oggi ragione ne´ fondamento.

Non siamo fra coloro che ritengono che le violazioni dei diritti di liberta´ possano procurare un avanzamento per questo mondo: combattiamo e continueremo a combattere tali violazioni.

Abbiamo imparato ad assumere, come la maggior parte dei cittadini di questo pianeta, come frontiera la dignita´ e i centri di detenzione infrangono quella frontiera. Allo stesso tempo, restiamo convinti che la dignita´ non possa ne´ debba avere frontiera alcuna.

Dalle periferie dell´Impero per la dignita´ e contro il neoliberismo Il movimento dei e delle disobbedienti.