05/04/2005 Modena, Casarini: "La Misericordia non stia tranquilla"

La Gazzetta di Modena 05.04.05

Casarini: "La Misericordia non stia tranquilla"
Leader ‘no global’ minaccia presidente e fratello ministro, replica Ds e Forza Italia
Martedì 5 aprile 2005

Rimessi in liberta ma con l’obbligo di non muoversi da Reggio i due disobbedienti arrestati per l’assalto alla Confratenita di Giovanardi

“Chicca e Vicio, liberi subito”. Così chiedevano gli striscioni dei “no global”, capeggiati dal loro “leader maximo” (non se ne abbia a male quel vero, ndr) Luca Casarini, ieri mattina davanti al carcere di S.Anna dove i due disobbedienti reggiani sono comparsi davanti al gip per difendersi dalle accuse di aver fatto parte del “commando” che venerdì scorso ha assaltato e devastato la sede della “Misericordia” in via Manin alla Sacca.
Uno degli striscioni è retto da cinque “in nero” che assomigliano a “black block” la frangia interventista dei “no global”, ma sinceramente sono apparsi un’imitazione.
E liberi sono tornati “Chicca e Vicio”.
Infatti, i cancelli del carcere si sono aperti per Federica Guggia, 25 anni, e Vincenzo Panarelli, di 24, i due simpatizzanti del “Laboratorio Sociale Aq 16” di Reggio Emilia, poco dopo le 11,30 al termine di un’udienza nel corso della quale il gip Malvasi ha convalidato gli arresti ma ha al tempo stesso accolto la richiesta del pm Niccolini di imporre loro l’obbligo di dimora nel territorio comunale di Reggio con l’inconfessato augurio che non vadano in giro a combinare altri guai, anche se i due si sono dichiarati estranei all’azione materiale della devastazione degli uffici della “Misericordia”.
Fuori, ad attenderli e ad accoglierli, una settantina di compagni disobbedienti che fin dalle prime ore della mattinata avevano contestato il loro arresto fuori dai cancelli di S.Anna massicciamente presidiati dal battaglione mobile della polizia. Musica, urla di gioia, bottiglie di champagne - e non di lambrusco apparentemente più confacente ad un disobbediente “no global” - e un grande abbraccio dei compagni per “Chicca” e “Vicio”.
Insomma una grande festa, ma anche un avvertimento- minaccia pronunciato dal “leader-maximo” dei “no global”, Luca Casarini che ha attaccato duramente sia la Misericordia - che gestisce centri di permanenza per immigrati che a Modena e a Bologna è guidata dal dott. Daniele Giovanardi, fratello del ministro con i rapporti per il Parlamento - sia la sinistra, da lui definita “collaborazionista”.
«La Misericordia non può stare tranquilla, non creda di stare tranquilla con la polizia - grida Casarini - Chi gestisce lager come Cpt non può che essere trattato come complice di questa bruttura. E se c’è gente che si indigna e si arrabbia, io credo che facciano bene. Questo Cpt l’ha costruito una società della Lega coop, le pulizie sono affidate a coop sociali che sono nell’ orbita della sinistra».
A Casarini hanno immediatamente controbattuto Ds e Sinistra Giovani con un documento ufficiale: «La minaccia è un reato e come tale sarà valutato dalla magistratura, ma in attesa che la giustizia faccia il suo corso esprimiamo la più netta condanna del violento attacco sferrato questa mattina da Luca Casarini nei confronti della Confraternita della Misericordia. Le modalità scelte dai disobbedienti per esprimere la loro contrarietà al CPT e le accuse che lanciano anche contro il mondo politico locale dimostrano solo la loro incapacità di dialogare democraticamente.
L’unico loro obiettivo è la violenza gratuita e inutile».
Presa di posizione anche di Achille Caropreso consigliere comunale di Forza Italia: «Fino a quando, Casarini, abuserai della pazienza dei cittadini italiani? Fino a quando la magistratura non deciderà che le affermazioni di questa persona non sono manifestazioni della libertà di pensiero bensì minacce belle e buone passibili di codice penale? Come si può dire che la Misericordia non potrà stare tranquilla in tutte le città italiane perché i disobbedienti l’ hanno presa proditoriamente di mira?
Quando si dovrà attendere perchè una persona del genere abbia finalmente un equo processo e cessi di attraversare l’Italia in lungo ed in largo creando problemi e disordini?»
Intanto il legale dei due giovani, Vainer Burani, contesta la decisione del gip relativa all’obbligo di dimora: «Quest’ultimo provvedimento è stato motivato con la loro militanza politica, la loro appartenenza al movimento e la possibilità di reiterazione del reato.
Da legale vorrei dire che le dichiarazioni del ministro dell’Interno Pisanu (che sabato ha parlato di “ignobile campagna condotta da alcuni gruppi della cosiddetta area antagonista” per gli episodi compiuti contro sedi della Misericordia in diverse località, ndr) gettano un’ombra lunga su questi provvedimenti». Burani s’è riservato di ricorrere contro la decisione del Gip.