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La nuova normativa per gli stranieri: verso la ghettizzazione

La nuova normativa per gli stranieri: verso la ghettizzazione

E’ entrata  in vigore la legge di conversione del decreto-legge 23 maggio 2008 n. 92  in materia di sicurezza pubblica , primo atto  normativo che apre la serie di una stagione di riforme centrate sull’allarme sicurezza.
Del resto è di questi  giorni la dichiarazione da parte del Consiglio dei ministri dello stato di emergenza nazionale causato dall’arrivo di un numero di stranieri irregolari superiore a qualsiasi altro periodo.
A prescindere dalla considerazione ovvia che se aumento di clandestini è in essere, è di tutta evidenza che una legge, pure fortemente repressiva , e improntata alla considerazione dell’extracomunitario come problema  di ordine pubblico , quale la  Bossi –Fini, ha con tutta evidenza fallito, la complessità del problema e le ragioni che spingono ad un flusso migratorio soprattutto dall’Africa, ma non solo, rischia di non  trovare, con un approccio solo sicuritario , nessuna soluzione, ma anzi di fomentare una pericolosa escalation di paura verso il diverso .
Va innanzitutto ricordato, per la ricaduta che avrà sulle sanzioni penali e quindi sul carcere, ma anche per i fondati dubbi di legittimità costituzionale che sono già stati sollevati, l’introduzione di una nuova aggravante comune, che colpisce gli autori di qualunque reato che sono irregolari sul territorio, in base cioè ad una condizione personale, a prescindere dall’effettività pericolosità dello stesso.
La norma è pericolosa sul piano culturale perché porta l’equiparazione tra chi è in clandestinità e chi è portatore di pericolo per la collettività , e accompagna la possibile, ma non ancora sicura, introduzione nella legge sull’immigrazione del reato di “ clandestinità “, cioè la condotta di colui che si introduce irregolarmente sul territorio italiano. 
Più rigorosa è la disciplina dell’espulsione od allontanamento dello straniero come misura di sicurezza, che è prevista tutte le volte in cui il cittadino straniero o appartenente all’unione europea riporti sentenza di condanna per un tempo superiore ad anni due , ma ciò non potrà esimere il giudice dalla verifica da una situazione di concreto pericolo sociale.
Ancora segnale di cambiamento è rappresentato dalla modifica della denominazione dei centri di permanenza temporanea, destinati  all’espulsione, e che adesso si chiamano centri per l’identificazione e l’espulsione, venendo meno quell’indicazione di temporaneità della permanenza rappresentato da un tempo di 30 giorni prorogabile fino a 60 .
La modifica del nome preannuncia anche qui il probabile mutamento strutturale dei centri, il cui numero peraltro è destinato ad aumentare per assicurarne la presenza in ogni regione, se è vero che il disegno di legge presentato in materia di sicurezza prevede l’ampliamento dei termini di permanenza da sei mesi sino a 18 mesi , al fine di assicurare la effettività delle espulsioni che, come è noto, si realizzano soprattutto se ed in quanto esistano e siano operanti gli accordi di riammissione con i paesi interessati.
Se la proposta dovesse diventare norma è evidente che strutture che avranno tempi di permanenza così ampio saranno luoghi di detenzione a tutti gli effetti e dovrà essere ripensata la gestione affidata a privati.
Il diritto speciale per gli stranieri si arricchisce anche della previsione di una più celere trattazione dei processi per reati commessi in violazione del testo unico in materia di immigrazione, a prescindere dalla gravità .
Nella versione definitiva sono state introdotte le tanto discusse norme per incidere sulla definizione dei processi pendenti alla data di entrata in vigore del decreto, al fine di ridurre il carico giudiziario.
Una apposita norma prevede che nella formazione dei ruoli delle udienze si dia, tra gli altri, priorità assoluta anche a i processi sopra menzionati, a riprova di una chiara scelta di stigmatizzazione della irregolarità in sé, a prescindere dalla gravità della condotta e dalla pericolosità della persona.
Vedremo quali riflessi avrà questo approccio al tema immigrazione , accompagnato in questo periodo dalle polemiche sulla raccolta delle impronte digitali per i bambini rom e dalla ventilata riduzione degli spazi per i richiedenti asilo , cioè di coloro che sfuggono a situazione di persecuzione personale o da paesi nei quali non sono assicurate le libertà democratiche previste dalla nostra costituzione. Il timore, fondato, è quello di una ghettizzazione dell’immigrato che crei xenofobia e razzismo. Del resto anche la storia più recente lo insegna.