
Detenute madri: a Milano apre prima struttura esterna
Lombardia Notizie, 23 marzo 2006
Sarà la prima struttura in Italia per madri detenute con figli sotto i tre anni quella che sorgerà a Milano, in v.le Piceno e, tra mamme e bambini, potrà ospitare 24 persone. Lo prevede un protocollo siglato oggi, all’interno del carcere milanese di San Vittore, dai ministri della Giustizia, Roberto Castelli, dell’Istruzione, Letizia Moratti, dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini.
Al momento vi sono solo due "asili nido" all’interno di carceri, in quello di San Vittore a Milano e in quello di Como. La nuova struttura, denominata "sezione a custodia cautelare attenuata per madri detenute con bambini", sarà sorvegliata da agenti della Polizia Penitenziaria in borghese e funzionerà come una vera e propria comunità con apposito personale e iniziative educative adatte sia ai piccoli ospiti che alle loro madri.
La Provincia mette a disposizione lo stabile, che sarà pronto entro sei mesi, la Regione offre la propria rete di assistenza sugli interventi socio-sanitari rivolti alla popolazione carceraria, il Comune il personale educativo per i bambini e il Ministero dell’Istruzione la formazione per il reinserimento sociale. Le mamme detenute e i bambini che possono essere ospitati nella nuova struttura "senza sbarre" sono più di quelle presenti attualmente nelle due strutture speciali di San Vittore e di Como.
"Questo primo progetto pilota in Italia - ha ricordato il presidente Formigoni - costituirà un modello avanzato a cui riferirsi per il futuro. La Regione Lombardia, da tempo - ha aggiunto il presidente - pone, con diversi strumenti, un’attenzione particolare al tema del carcere".
Nel 1999 è stato infatti siglato un Protocollo d’intesa con il ministero della Giustizia a cui ha fatto seguito, nel 2003, un Accordo Quadro per il recupero individuale dei detenuti e, prima e finora unica in Italia, ha approvato, nel febbraio 2005, una legge (la n. 8) sulla tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari regionali e a novembre un provvedimento per la formazione di 26 "agenti di rete", cioè degli educatori appositamente formati che saranno impegnati ad accompagnare i detenuti nel percorso di reinserimento nella società.
La Regione Lombardia, negli ultimi cinque anni, ha speso, a favore dei progetti per i detenuti, quasi 9 milioni di euro per 140 progetti che vanno dalla formazione professionale all’inserimento lavorativo, dal contatto costante con il mondo esterno, anche attraverso misure alternative, al reinserimento nella società.