
Dunque anche la città di Bologna avrà il Garante per i Diritti dei cittadini privati della libertà personale. A nostro giudizio si tratta indubbiamente di un utile strumento democratico in più in un contesto generale nazionale, inerente la dignità e i diritti delle cittadine e dei cittadini, che di questi tempi, con ogni evidenza, è oggetto di un´erosione allarmante. Diamo atto al Consigliere proponente Sergio Lo Giudice del buon lavoro svolto e, ancora più importante, dell´alta sensibilità civile e democratica dimostrata nell´aver chiamato a collaborare alla stesura dello Statuto le realtà dell´associazionismo e della cooperazione sociale che operano nel carcerario sul nostro territorio.
Tuttavia, la Papillon ha detto e ripete che la migliore garanzia dei diritti dei detenuti si avrà soltanto quando ci sarà una Legge nazionale che riconoscerà anche a questa categoria di persone il diritto di associarsi liberamente per confrontarsi sui problemi del carcere con tutti i livelli istituzionali: dai Municipi alle Regioni, dalle Commissioni Parlamentari al Ministero di Grazia e Giustizia. Esattamente come avviene in tutti i più diversi ambiti comunitari (siano essi posti di lavoro, quartieri, ospedali, caserme, caseggiati, scuole, ecc.), rivendichiamo che anche i cittadini detenuti possano avvalersi di questo diritto senza per ciò essere sottoposti a pressioni, ricatti, trasferimenti forzati e altre punizioni di vario tipo. In definitiva, anche questa è una questione di civiltà giuridica e commette un errore, a nostro avviso, chi ne sottovaluta l´importanza.
Un ottimo passaggio transitorio in questa direzione sarebbe stato anche l´instaurazione da parte di tutti i Consigli Regionali, di Commissioni di controllo sulle carceri di loro competenza territoriale. Commissioni che sarebbero state composte da Consiglieri regionali di tutte le forze politiche e al cui lavoro quotidiano avrebbero potuto partecipare rappresentanti dei funzionari e degli operatori delle carceri, e soprattutto rappresentanti delle più grandi associazioni dei detenuti.
Chiunque può ben capire che Commissioni così composte avrebbero potuto moltiplicare il potere ispettivo che già oggi appartiene a ogni Consigliere regionale, ma soprattutto avrebbero potuto moltiplicare la capacità d´individuazione e risoluzione dei reali e più urgenti problemi che affliggono i vari istituti penitenziari, senza rischiare di essere ingannate dai classici "specchietti per le allodole" che esistono in ogni carcere.
Purtroppo, a causa di troppe e inutili timidezze politiche anche questo passaggio non si è riusciti ad ottenerlo, ma ad ogni modo la nostra Associazione è comunque favorevole all´insediamento dei Garanti comunali e regionali, pur essendo consapevole che essi, per quanto importanti, sono in un certo senso una goccia nel mare della battaglia di civiltà portata avanti pacificamente in questi anni dalla Papillon e da migliaia di detenuti e liberi cittadini.
Febbraio 2004