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Emilia Romagna: campagna volontariato su misure alternative

03/03/2010 - Emilia Romagna: campagna volontariato su misure alternative

 

Redattore Sociale, 2 marzo 2010

 

Al via il progetto promosso dalle associazioni di Piacenza, Modena e Forlì. Previsti manifesti in tutte le città che ospitano istituti di pena, un giornale, e un convegno il 6 maggio a Bologna.

Un’attività finanziata dal Coge emiliano-romagnolo nell’ambito della progettazione "interprovinciale" e promossa da tre associazioni di volontariato penitenziario: "Oltre il muro" di Piacenza, "Carcere e città" di Modena e "Con-tatto" di Forlì. L’obiettivo è una campagna di sensibilizzazione e informazione sulle "misure alternative" alla detenzione che, poco conosciute dai media e dai cittadini, suscitano spesso commenti poco ragionevoli e fuorvianti.

"Le carceri scoppiano, le carceri costano - si legge in una nota - ; la pena detentiva non solo non garantisce più la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione, ma non riesce nemmeno ad ottemperare agli standard minimi di tutela dei diritti umani previsti dalla Corte di Strasburgo, che con sentenza del 16 luglio 2009 ha condannato l’Italia al risarcimento di mille euro al signor Sulejmanovic, detenuto nel carcere romano di Rebibbia con una motivazione legata al sovraffollamento. Accanto al piano carceri che prevede la costruzione di nuovi istituti, c’è la motivata sfiducia del mondo del volontariato che ogni giorno si scontra con situazioni di invivibilità e rileva - dati alla mano - che l’inarrestabile crescita delle misure detentive non sarà risolta nemmeno dai nuovi posti letto".

"L’allarme sicurezza, d’altro canto, sembra essere più uno slogan pubblicitario che una reale condizione del nostro paese mentre sui media, e di conseguenza nelle bocche della politica, si invoca la "certezza della pena" che rinvia esclusivamente alle mura del carcere. Mentre nei Paesi più civili d’Europa gli strumenti a disposizione dei giudici sono sempre più evoluti, e si ragiona sulle "pene di comunità", sulla mediazione penale e sociale, sulla "probation o messa alla prova", in Italia si insegue la strategia della carcerazione, pur conoscendone i costi in termini di denaro e di sicurezza.

Con il progetto "Nonsolocarcere: la pena utile" il volontariato emiliano-romagnolo vuole risvegliare il mondo dei media, della politica, della cultura e tutta la cittadinanza a una riflessione più ampia e competente, con la speranza di vedere anche il nostro Paese impegnato in uno slancio in avanti rispetto al concetto di pena e di giustizia che non è - nel modo più assoluto - sinonimo di impunità.

Le azioni previste sono sostanzialmente tre: una campagna di comunicazione mediante manifesti che verrà proposta in tutte le città che ospitano istituti di pena in regione, un giornale unico previsto in uscita alla fine di aprile che verrà distribuito in allegato ai settimanali diocesani e nei luoghi significativi identificati dai volontari sui vari territori, e un convegno che si terrà il 6 maggio a Bologna e ospiterà alcune testimonianze di buone prassi europee. Il progetto si avvale della consulenza di Ristretti Orizzonti. Info: carla.chiappini@fastwebnet.it, tel. 339.5047291 (Carla Chiappini).