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I volontari accusano la politica: solo visite ferragostane e poi più nulla...

31/08/2010 - I volontari accusano la politica: solo visite ferragostane e poi più nulla...     

Redattore Sociale, 31 agosto 2010

Per la Conferenza Volontariato Giustizia va attivato un “Piano sociale straordinario per le carceri” di sostegno al reinserimento sociale per coloro. Mobilitazione nazionale per un “carcere della resistenza”.
Attivare un “Piano sociale straordinario per le carceri” di sostegno al reinserimento sociale per coloro che escono o che potrebbero uscire dal carcere, attraverso la formazione, il sostegno lavorativo, l’attivazione del terzo settore e dell’associazionismo. Lo chiede con forza la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia che accusa la politica e le istituzioni.
“Nessuno si è assunto la responsabilità di offrire un seppur minimo di respiro e di speranza ad una popolazione detenuta stremata. - si legge in una nota - Solo visite ferragostane. Viene tristemente in mente la Marcia di Natale di qualche anno fa, anch’essa densa di presenze politiche, organizzata dopo un mese dall’approvazione della legge ex Cirielli. Veramente la realtà di una politica così cieca e sorda alle voci del sociale supera ogni fantasia. In una materia come questa, che tocca corde sostanziali del diritto, non andrebbero espresse timidezze; bisognerebbe operare con forza sul fronte delle riforme legislative e sulle politiche sociali; servirebbe una chiara azione riformatrice”.
Secondo il volontariato della giustizia “i trofei ideologici delle campagne contro poveri, migranti, tossicodipendenti, disagiati, trovano compiutezza nello sfacelo dell’attuale situazione, nelle condizioni in cui vivono i detenuti, nella tragica conta dei suicidi e delle morti in carcere”. In cella “consumatori di droghe, di persone in attesa di giudizio, di migranti, e paiono dirigersi in un viaggio, che pare senza ritorno, lontano dal buon senso e dall’umanità”. Ma le risposte politiche tardano a venire: “In perfetto stile bipartisan i politici si sono alternati in un carosello di divisioni, scambi di accuse, ridefinizioni, temporeggiamenti, competizioni di visibilità intorno ad un decreto ormai così stralciato da risultare quasi inutile”, scrivono.
Per questo i volontari della giustizia sostengono l’appello di Alessandro Margara, magistrato, al “carcere della resistenza”. “Questa espressione - spiegano - può riferirsi anche a quegli istituti che, nonostante le difficoltà ed il vento contrario, cercano di attuare la legge, dimostrando che un altro carcere è possibile, quello appunto che la legge descrive. Il volontariato è parte di queste sacche di resistenza. “La mobilitazione proclamata a livello nazionale dalla Conferenza Nazionale Volontariato della Giustizia, che continuerà ad articolarsi nei prossimi mesi, ne è testimonianza diretta e concreta”.