
Ndr. Nell'articolo: il "manettaro" Di Pietro, un'altra delle sue sparate.
18/02/2011 - Il rito abbreviato perde i pezzi, non si applicherà a reati sanzionati con l’ergastolo
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011
No al rito abbreviato, con relativo sconto di pena, per i reati sanzionati con l’ergastolo. Questo il contenuto del disegno di legge approvato ieri mattina dall’aula della camera. Il testo ora passa al Senato per il sì definitivo.
E se la Lega Nord, che ha fortemente voluto il provvedimento, esulta (“La ratio è quella di ritenere profondamente ingiusto che per reati particolarmente gravi l’esigenza di accelerare il processo e quindi il motivo deflattivo possa giustificare una riduzione secca di un terzo della pena” spiega Carolina Lussana, leghista e prima firmataria della proposta di legge”), la polemica scuote l’opposizione. Se Pd e Udc hanno votato contro, un sì convinto è arrivato dai deputati dell’Idv.
“Mi dispiace tanto - commenta Antonio Di Pietro, leader Idv - ma non é questa la nostra idea di responsabilità politica. Per noi dell’Italia dei Valori si vota secondo coscienza e non per partito preso o per fare dispetto a qualcuno. Siamo sempre stati favorevoli a una politica di rigore, anche nella sanzione. Siamo convinti che chi ammazza una persona debba andare in galera senza poter fare il furbo e ridursi la pena chiedendo il rito abbreviato, e non siamo disposti a tradire le nostre convinzioni per la soddisfazione di mandare sotto una volta la maggioranza”.
Polemica Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia: “La maggioranza, purtroppo con il supporto di Di Pietro, ha approvato un provvedimento demagogico che serve solo a dare al governo un’apparente facciata di rigore, a far dimenticare ai cittadini l’inconsistenza delle politiche finora messe in campo. La maggioranza e Di Pietro hanno allungato i tempi dei processi e condannato le vittime ad una giustizia più lenta senza, peraltro, evitare la riduzione di un terzo della pena che potrà ugualmente avvenire con il gioco delle attenuanti generiche”. Ma per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, l’approvazione del provvedimento, insieme con quella avvenuta solo 24 ore prima di un altro disegno di legge che vieta di scontare la pena in carcere alle madri con figli fino a 6 anni, è il segnale che governo e parlamento lavorano con efficacia anche in materia penale, in un ambito cioè dove le polemiche e gli scontri sono all’ordine del giorno.
Fortemente critici gli avvocati penalisti, con l’Unione camere penali per la quale l’abolizione del rito abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo è “l’ennesimo provvedimento settoriale, dettato non da un’esigenza di sistemazione coerente del nostro sistema giuridico, ma dall’intento di trasmettere ai cittadini vuoti messaggi sul piano della sicurezza”.
“Se il metodo - precisano ancora le Camere penali - è quello tristemente consueto degli ultimi anni, la legge appena approvata alla Camera presenta ulteriori spunti di critica. Il mondo civile si interroga sul senso di una pena senza fine e le moderne costituzioni fanno sì che l’ergastolo rimanga solo sulla carta, eppure proprio adesso, invece di mettere mano alla sua abrogazione anche formale, si fa passare l’ennesima leggina che ha l’unico intento plausibile di esaltarne la forza simbolica. Nella pratica nessun passo avanti, sul piano della civiltà e delle idee”.