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Visite “a sorpresa” negli Opg, così la Commissione Marino ha scoperto l’orrore

09/08/2010 - Visite “a sorpresa” negli Opg, così la Commissione Marino ha scoperto l’orrore     

L’Unità, 9 agosto 2010

Detenuti legati al letto, buche per raccogliere gli escrementi, macchie di umido alle pareti, muffe, odore di urina. È il quadro, agghiacciante, che emerge dal rapporto preparato dalla Commissione sul Sistema sanitario guidata da Ignazio Marino.

E che tra giugno e luglio ha visitato a sorpresa sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg): Barcellona Pozzo di Gozzo, Castiglione delle Stiviere, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia, Aversa e Napoli. “Un viaggio nell’Ottocento”, come lo ha definito il senatore del Pd, dove i detenuti vengono spogliati, non solo dei propri vestiti ma anche di ogni dignità umana.
Le foto che vedete in queste pagine sono state raccolte durante le visite della Commissione e accompagnano il resoconto dettagliato che i componenti hanno fatto di ogni singolo istituto e di cui l’Unità diede notizia lo scorso 16 luglio. La disponibilità delle immagini e alcuni sviluppi della vicenda impongono tuttavia di tornare sull’argomento. Tra questi ultimi, la sorprendente decisione del ministero della Giustizia di ricorrere contro la decisione del sindaco di Montelupo Fiorentino che, ancora prima delle visite della commissione guidata da Marino, aveva chiesto l’immediata chiusura dei padiglioni più fatiscenti dell’Ospedale.
Gli Opg, come spiega Marino nella sua relazione, sono strutture che negli anni Settanta hanno sostituito i manicomi criminali e che oggi ospitano 1500 internati. “Tra il profilo sanitario e penitenziario - dice Marino - negli Opg visitati prevale l’approccio carcerario ed è pressoché assente, anche nelle realtà più virtuose, l’impostazione terapeutica”. Le condizioni più intollerabili sono state riscontrate nell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gozzo, in provincia di Messina: in una cella, un paziente nudo, sedato, coperto da un lenzuolo, veniva tenuto legato mani e piedi “agli assi metallici del letto” e, proprio sotto, un buco centrale per “feci e urine a caduta libera in una pozzetta posta in corrispondenza del pavimento”. Nei bagni, bottiglie d’acqua da bere legate con una cordicella e calate nello sciacquone del water, per mantenerle fresche.

Quando il carcere si trasforma in tortura

Budget dimezzato, terapie psichiatriche obsolete, personale ridotto all’osso: così lo Stato abbandona gli ultimi. È la denuncia lanciata dal direttore di Barcellona Pozzo di Gozzo, uno dei sei ospedali psichiatrici giudiziari visitati dalla Commissione sul Sistema sanitario nazionale guidata dal senatore Marino e di cui l’Unità diede notizia lo scorso 16 luglio insieme ai dati sul sovraffollamento raccolti in un dossier delle associazioni A Buon Diritto
e Antigone.