
19/01/2011 - Ferrara: vivere in tre metri quadrati; la situazione carceraria descritta dal Garante
www.estense.com, 18 gennaio 2011
Troppi carcerati e pochi agenti di polizia penitenziaria. Non migliora la situazione dell’Arginone. Lo afferma nel suo rapporto finale, al termine dei tre anni di mandato, Fede Berti, garante dei detenuti. La relazione è stata presentata ieri in consiglio comunale. Ed è cominciata con la descrizione di una situazione immutata rispetto a un anno fa: nella cella singola di 12 metri quadrati, comprensiva di tre metri quadrati per il bagno, soggiornano attualmente da due a tre persone. Alcune celle vedono la presenza di un solo detenuto a seconda delle esigenze specifiche legate a disposizioni interne.
Il personale di polizia è tuttora di una unità per sezione, con 90 metri da percorrere e un alto numero di persone presenti da custodire con grande responsabilità e stress lavoro correlato notevole. Il personale è sprovvisto di cordless. I locali doccia non sono stati adeguati, risultano pertanto ancora insufficienti nelle 6 sezioni di 26 celle.
I tetti dell’Istituto necessitano di restauro e alle segnalazioni fatte, non è seguito alcuna azione di intervento. A causa di questo 4 celle, corrispondenti a 9 posti, risultano inagibili, aumentando in tal modo il problema del collocamento delle persone, dato l’esiguo spazio presente, anche solo 9 persone in più costituiscono un numero notevole.
Quanto all’alimentazione, all’interno della casa circondariale di Ferrara nella lista di alimenti appartenenti al sopravvitto sono presenti le carni macellate nel rispetto dei dettami religiosi della popolazione musulmana (sono più di 100 i detenuti che professano la loro religione settimanalmente nel locale adibito a moschea).
Attualmente i pasti giornalieri erogati sono 501, di cui 214 così differenziati: 49 senza carne; 129 senza maiale; vitto bianco (previsto dal sanitario) 18; intolleranze varie 18.
Quanto all’attività motoria, ad oggi la palestra dell’Istituto è stata chiusa a causa del deterioramento di molti attrezzi, non usufruibili per alcune settimane. Tuttavia, anche se restaurati, c’è la necessità di sostituirli al più presto, anche con attrezzature dimesse dalle palestre cittadine. Questo aggrava ulteriormente la situazione di inattività motoria delle persone ristrette.
Nell’area esterna i campi da calcio avrebbero bisogno di un restauro per renderli più agibili al gioco. È stato molto apprezzato dalla popolazione detenuta l’ampliamento e l’apertura dell’Area Verde preposta ai colloqui con i familiari. I detenuti hanno costruito dei gazebo riciclando del materiale interno, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune ha provveduto all’acquisto di tavoli e sedie. Mancano i giochi per i bambini.
In continuità al Progetto “Oltre il Giardino”, il direttore ha concesso la prosecuzione dell’attività ortofrutticola, dando la possibilità ad un gruppo di detenuti di coltivare un orto, i cui prodotti sono distribuiti tra la popolazione detenuta.
Gli spazi esterni saranno ridotti per la costruzione di altri 200 posti, come previsto dal piano carceri. La nuova struttura sarà conforme ai nuovi criteri dell’edilizia penitenziaria, quindi ogni cella avrà al suo interno acqua calda e bagno con doccia.
Quanto ai carcerati, al 5 gennaio 2011 sono 501 i detenuti presenti, 243 stranieri e 258 italiani. Occorre sottolineare il notevole aumento di detenuti con età inferiore ai 25 anni che si attesta attorno al 20% della popolazione totale.
La popolazione detenuta è costituita da diversi elementi di difficile gestione. Tuttavia le diverse professionalità all’interno dell’Istituto riescono a costruire rapporti di rispetto reciproco. Sono presenti 13 ergastoli, 10 pene oltre i 20 anni di detenzione. Nell’anno 2010 si sono verificati: 12 episodi di autolesionismo e 2 tentativi di suicidio.
I posti regolamentari sono 235, con una tolleranza di 446. In realtà l’effettiva capienza tollerata è di 383, in quanto occorre togliere al numero complessivo di posti: le 4 celle chiuse (9 posti in meno); i 36 posti della sezione semiliberi attualmente usufruita da soli 2 detenuti (non usufruibile da altri che non abbiano le condizioni previste per la semilibertà); i 56 posti della sezione collaboratori di giustizia attualmente con 36 presenze (posti non usufruibili dai detenuti comuni).
Quindi il sovraffollamento oltre la capienza tollerata e di 118 unità in più, per la regolamentare è di 266 in più.
L’organico della Polizia Penitenziaria 192 unità assegnate dal Ministero: 167 in servizio; 17 unità distaccate in altri Istituti e al Ministero; 8 unità con malattie irreversibili riconosciute dall’Ospedale Militare. Dei 167 in servizio, gli operativi sono 153 per 501 detenuti, in quanto dai 167 occorre togliere 14 unità adibite al nucleo per le traduzioni delle persone ristrette richieste dall’Autorità Giudiziaria per le udienze presso i Tribunali. Ad esempio per i collaboratori di giustizia spesso le traduzioni sono in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia.
L’organico previsto è di 236 unità per 250 detenuti
La carenza di personale comporta un aggravio delle condizioni lavorative dato il sovraffollamento in atto. A ciò si aggiunge la preoccupazione che il personale in servizio non venga incrementato alla costruzione del nuovo padiglione di 200 posti, che vedrebbe un aumento delle sezioni detentive da 7 a 12 con un aumento delle esigenze di sorveglianza.
Fede Berti conclude la sua relazione con alcune proposte, messe al vaglio del consiglio comunale. “Risulta necessario ampliare lo Sportello Stranieri secondo le modalità esposte; incentivare la cultura della mediazione socio - sanitaria; riprendere e attivare progetti sulla genitorialità; attivare uno sportello di orientamento al lavoro per aggiornare e formare i detenuti sul mondo del lavoro in previsione del loro futuro ritorno nella società; intervenire a livello politico sulla tematica della territorializzazione della pena per rispettare il “diritto agli affetti” del detenuto e dei suoi familiari”.