
16/02/2011 - Carceri Emilia Romagna, duemila detenuti in più, solo in 4 beneficiano della legge Alfano
La Repubblica Bologna 16/02/2011
Nessun carcerato della Dozza ha trascorso ai domiciliari l´ultimo anno di condanna. In tutta la Regione lo hanno fatto in quattro. Secondo il sindacato autonomo di polizia questi numeri indicano il fallimento della legge che doveva migliorare la condizione di sovraffollamento delle nostre struttute penitenziarie. E, invece, in Emilia Romagna si calcolano duemila persone in più rispetto ai posti disponibili. Una situazione paradossale se si pensa che nel vicinissimo stato di San Marino il carcere è vuoto per la maggior parte dell´anno
Zero. E´ il numero dei detenuti del carcere bolognese (1200 persone) che hanno beneficiato della legge Alfano, una misura che prevedendo la possibilità di trascorrere l´ultimo anno di pena ai domiciliari anziché dietro le sbarre doveva garantire un miglioramento delle condizioni di sovraffollamento. Quattro, quelli che ne hanno beneficiato in tutta la Regione. Duemila, il numero dei detenuti in eccesso rispetto alla disponibilità di posti nelle case circondariali emiliane. Uno, il numero dei carcerati del vicino stato di San Marino che con l´Italia non c´entrano nulla ma che, vista l´emergenza continua in cui si dibattono i nostri penitenziari, suona paradossale.
"Fallita la legge Alfano". Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, torna a suonare l´allarme sovraffollamento: "La legge Alfano non è servita a ridurre il numero dei carcerati: alla fine di gennaio i trasferiti agli arresti domiciliari erano meno di 1000, dei quali solo 4 in Emilia Romagna". Una situazione che ovviamente si ripercuote sulle condizioni dei detenuti. Non mancano eventi ´´critici ´´(tentativi di suicidio, gesti di auto ed eterolesionismo, aggressioni al personale di polizia penitenziaria). L´ultimo in ordine di tempo, ricorda il sindacato, è stato il tentativo di suicidio di un internato all´ospedale psichiatrico di Reggio Emilia.
E a San Marino il carcere è vuoto. Una situazione completamente diversa da quella delle carceri italiane ed emiliane si registra nella Repubblica di San Marino, a pochi chilometri da Rimini. Nel micro-stato esiste un penitenziario dove il pranzo si ordina al ristorante e dove, per la maggior parte dell´anno, vive un solo detenuto. Adesso è l´ora di un trentenne che deve scontare un anno per maltrattamenti e violenze in famiglia.