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Bologna: in una lettera dei detenuti tutti i disagi dietro le sbarre

Il destinatario è Francesco Maisto, presidente del Tribunale di Sorveglianza: "Nella sua unica visita aveva acceso in noi molte speranze", ma sono andate deluse per quanto riguarda semilibertà, affidamento ai servizi sociali e liberazioni anticipate. "Confidavamo che garantisse i nostri diritti, dove ci sono i presupposti"

02/09/2010 - Bologna: in una lettera dei detenuti
tutti i disagi dietro le sbarre

Repubblica Bologna 01/09/2010

Il destinatario è Francesco Maisto, presidente del Tribunale di Sorveglianza: "Nella sua unica visita aveva acceso in noi molte speranze", ma sono andate deluse per quanto riguarda semilibertà, affidamento ai servizi sociali e liberazioni anticipate. "Confidavamo che garantisse i nostri diritti, dove ci sono i presupposti"

I ritardi e le lentezze della giustizia colpiscono anche chi è già in carcere. E´ quello che mettono nero su bianco i detenuti della Dozza, che a luglio (ma il testo è stato reso noto solo adesso) hanno scritto al presidente del Tribunale di Sorveglianza Francesco Maisto per raccontargli i disagi che vivono quotidianamente, e che vanno al di là del sovraffollamento carcerario.

Scrivono a Maisto perché ´´nella sua unica visita dell´istituto lei ha acceso molto speranze nelle nostre menti e cuori grazie ai suoi discorsi. Credevamo in un presidente che garantisse l´applicazione delle misure alternative e l´attuazione dei nostri diritti, ove esistono i presupposti´´.

Invece i problemi perdurano. Sul fronte dell´affidamento di alcol e tossicodipendenti ai servizi sociali in molti casi´´non sono state prese in considerazione dal tribunale le misure rigettandole con motivazioni (ci perdoni il giudizio) insensate´´. La semilibertà non viene applicata pur in presenza dei ´´documenti necessari: non possiamo permetterci di perdere queste preziose rare opportunità di lavoro´´. Sul fronte delle liberazioni anticipate, poi, i detenuti parlano di ´´esorbitanti ritardi a rispondere alle istanze´´ con ´´gap temporali abissali fra istanza e risposta, che in certi casi arrivano addirittura all´anno. Procrastinate poi a data da destinarsi le camere di consiglio per decidere di differimenti di pena, anche di fronte a patologie gravi come l´ictus´´.